Dietro e davanti le quinte del processo Antonveneta
Il "preambolo" del rinvio a giudizio di Fazio, Fiorani e Consorte
Prima di dare lettura dell'ordinanza con cui dispone il rinvio a giudizio dell'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, di Giampiero Fiorani, Giovanni Consorte e altre quindici persone, il gup milanese Luigi Varanelli fa un preambolo "a braccio" sui "limiti dell'udienza preliminare per l'impossibilità di sovrapporsi a quella che sarà la valutazione dibattimentale".

Prima di dare lettura dell'ordinanza con cui dispone il rinvio a giudizio dell'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, di Giampiero Fiorani, Giovanni Consorte e altre quindici persone, il gup milanese Luigi Varanelli fa un preambolo "a braccio" sui "limiti dell'udienza preliminare per l'impossibilità di sovrapporsi a quella che sarà la valutazione dibattimentale". Il giudice, insomma, ha voluto ribadire che l'udienza preliminare è un mero filtro e che ciò che basta per
mandare sotto processo non è detto che sia sufficiente per condannare. Dal 23 ottobre se ne occuperanno i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano che dovranno stabilire soprattutto se Fazio, al di là di comportamenti discutibili dal punto di vista deontologico e di immagine, sia o no responsabile di aggiotaggio. In procura a Milano non nascondono il timore che l'ex governatore possa essere assolto. Tanto che all'ex banchiere Giampiero Fiorani, il quale secondo l'accusa sarebbe stato aiutato da Fazio, i pm hanno consentito di patteggiare, ma non per aggiotaggio, la stessa accusa rivolta ad Antonio Fazio. La procura ha voluto arrivare al pubblico dibattimento con Fiorani e Fazio insieme sul banco degli imputati, ma dopo aver incassato con 58 patteggiamenti tra persone fisiche e società un primo importante riscontro all'impianto accusatorio. I pm inoltre sono fieri di aver recuperato 320 milioni di euro dagli imputati attraverso sequestri e confisca. Ma si tratta in sostanza dell'ammontare dei profitti ritenuti illeciti, senza intaccare i capitali delle persone coinvolte nell'indagine che in autunno sfocerà in un dibattimento dall'esito non scontato, come ha voluto premettere lo stesso giudice che ha disposto il rinvio a giudizio.
mandare sotto processo non è detto che sia sufficiente per condannare. Dal 23 ottobre se ne occuperanno i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano che dovranno stabilire soprattutto se Fazio, al di là di comportamenti discutibili dal punto di vista deontologico e di immagine, sia o no responsabile di aggiotaggio. In procura a Milano non nascondono il timore che l'ex governatore possa essere assolto. Tanto che all'ex banchiere Giampiero Fiorani, il quale secondo l'accusa sarebbe stato aiutato da Fazio, i pm hanno consentito di patteggiare, ma non per aggiotaggio, la stessa accusa rivolta ad Antonio Fazio. La procura ha voluto arrivare al pubblico dibattimento con Fiorani e Fazio insieme sul banco degli imputati, ma dopo aver incassato con 58 patteggiamenti tra persone fisiche e società un primo importante riscontro all'impianto accusatorio. I pm inoltre sono fieri di aver recuperato 320 milioni di euro dagli imputati attraverso sequestri e confisca. Ma si tratta in sostanza dell'ammontare dei profitti ritenuti illeciti, senza intaccare i capitali delle persone coinvolte nell'indagine che in autunno sfocerà in un dibattimento dall'esito non scontato, come ha voluto premettere lo stesso giudice che ha disposto il rinvio a giudizio.